Antonello Paladino, tribute to Lucio Dalla

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Antonello Paladino artista campano di Sala Consilina, 41 anni, vive dal ’99 sotto le Due Torri, simbolo della rossa Bologna. Allievo di Mauro Mazzali all’Accademia; Calder, Melotti, Manzù e Klee sono i suoi punti di riferimento. Al lavoro negli immensi spazi della fonderia Venturi Arte dove ha realizzato anche l’ultima opera dedicata al grande Maestro Lucio Dalla, una panchina che ritrae il musicista seduto nella sua Piazza Grande.


Le problematiche legate alla pandemia ne hanno ritardato l’installazione che era prevista il 4 marzo, compleanno di Lucio Dalla.

Paladino ha già avuto modo di entrare in relazione con l’anima di Lucio, realizzando il suo monumento funebre.

Antonello, come ti sei sentito?


E’ molto difficile per me poter trascrivere l’emozione e l’empatia provata nell’eseguire creativamente il sepolcro per il grande Maestro di vita Lucio Dalla. In un primo momento tutto mi sembrava irreale, la mia mente e i miei pensieri si chiedevano con stupore come avrei mai potuto realizzare un’opera per un artista così grande e ancora così presente nelle vite di ognuno di noi. Poi, con grande meraviglia, ogni singolo elemento sotto le mie mani prendeva forma. Raccontava una parte di storia di Lucio: ne sono un esempio il rosario che ha sempre portato con sé fin da bambino o il clarino simbolo della sua grande carriera. Durante la realizzazione del sepolcro ho provato un grande senso di calore, quello stesso calore che si manifesta nello sguardo delle persone che gli sono state a fianco durante il suo cammino di vita.

“L’opera d’arte, è un atto d’amore, l’amore è il fuoco che investe la materia e le dà forma, anche la materia è spirito. In questo amore la forma acquista una fisionomia in cui si scioglie ogni riferimento”. Manzù

Come afferma lo stesso scultore Manzù, il sepolcro si veste di energia e l’ombra di Lucio ne è una dimostrazione. L’apparizione, o meglio l’ombra di Dalla, deriva da una famosa foto scattata alle Isole Tremiti dal grande fotografo Luigi Ghirri. Lucio ci ha voluto mostrare attraverso quell’ombra la coscienza sensibile della materia, quell’ombra che sta in disparte sul retro del sepolcro in modo che nessun intruso possa disturbare il suo colloquio con il destino.

Lucio Dalla narrato, svelato, ricordato anche nell’opera di Raffaele Lauro, che ha appena ricevuto il premio nazionale “Caravella Tricolore 2020” sezione musica, per il romanzo biografico “Caruso The Song”. Un ritratto di Lucio poeta, uomo, cantore della natura, con le sue passioni, i suoi amori, le sue solitudini e le sue esaltazioni, con le sue melanconie e il suo stupore fanciullo di fronte alla bellezza.