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Ben 11 Infermieri maceratesi nominati Cavalieri della Repubblica da Sergio Mattarella.

Sono 11 gli Infermieri macerateri, tutti coordinatori, ad essere stati insigniti della carica di “Cavaliere della Repubblica”. A nominarli qualche giorno fa il presidente Sergio Mattarella.

Sono stati nominati Cavalieri dalla Repubblica dal presidente Sergio Mattarella qualche giorno fa, ma sono già tornati al lavoro, tra le corsie, i reparti e le strutture dirigenziali dell’Area Vasta 3 delle Marche. Si tratta di 11 Coordinatori Infermieristici, insigniti del cavalierato per il loro impegno costante nella lotta al Covid-19.

Sono:

  1. Francesco Ricci;
  2. Sabina Moglianetti;
  3. Rosa Piccirilli;
  4. Sandro Di Tuccio;
  5. Roberta Vitali;
  6. Giordano Garbuglia;
  7. Samantha Bartolucci;
  8. Federico Cotticelli;
  9. Giacinta Manfroni;
  10. Luigina Mastronardi;
  11. Maria Paola Gava.

Riproponiamo un pezzo pubblicato sulle pagine di Cronache Maceratesi.

di Francesca Marsili

C’è anche un esercito di infermieri tra i Cavalieri al merito della Repubblica in Area Vasta 3, premiati per essersi “particolarmente distinti nel servizio della comunità durante l’emergenza Coronavirus” come scrive ancora la Presidenza della Repubblica.

Al loro petto, uomini e donne in corsia, il 2 giugno, in occasione della Festa della Repubblica, verrà appuntata la croce dalle braccia d’argento dal Presidente Mattarella, tutti loro hanno affrontato con professionalità e spirito di sacrificio la pandemia sin dalla prima ondata.

Francesco Ricci, maceratese, 60 anni, è il coordinatore del sistema emergenza territoriale 118. «Abbiamo coordinato chi correva per arginare questa tragedia. Nessuno nel nostro team si è tirato indietro. – commenta – mi ha colpito l’abnegazione di tutti i miei colleghi: dai soccorritori ai medici infermieri, dagli operatori radio ai tecnici dei trasporti, sino agli autisti e agli amministrativi con cui condivido questo riconoscimento perché questa è la dimostrazione che quando si è coesi la battaglia si vince».

Sabrina Moglianetti è la coordinatrice infermieristica anestesia e rianimazione dell’ospedale di Macerata, 55enne ginesina. «Assieme al mio gruppo abbiamo trattato i pazienti Covid gravi che arrivavano in pronto soccorso – dice – in più a novembre sono stata inviata al Covid Center di Civitanova e abbiamo aperto il modulo 5. Sono stati tutti fantastici nonostante fossimo sotto numero, senza ferie e spesso senza riposo perché il momento lo richiedeva».

C’è anche Sandro Di Tuccio, infermiere coordinatore malattie infettive di Macerata e presidente dell’ordine degli infermieri di Macerata, 49enne originario di Roma ma maceratese di adozione dal 2000 che orgoglioso dice: «Sin dai primi istanti ero colui che andava in giro a fare tamponi a domicilio dalle sette del mattino sino alla sera, da Serripola sino a Porto Recanati, ne avrò fatti oltre trentamila. Questa indagine epidemiologica e di tracciamento è stato un lavoro enorme e qualcuno ha riconosciuto il valore di quella squadra pionieristica che affrontava un virus di cui poco si sapeva entrando con timore nelle case della gente. Ma la cosa più gratificante – aggiunge – è che nessuno della mia squadra si è infettata perché i dispositivi di protezione, se usati in maniera corretta, funzionano».

Oltre loro c’è anche Roberta Vitali, coordinatrice infermieristica delle professioni sanitarie, 54enne di Tolentino che lavora all’ospedale di Civitanova. Si commuove e racconta: «Questa medaglia è anche il ricordo di tutti i nostri pazienti, ognuno di noi ha ben stampato nella memoria il volto delle migliaia di pazienti a cui ha tenuto la mano, l’emozione è quella di rappresentare un gruppo professionale che si è distinto per cuore e professionalità».

Nella lunga lista dei benemeriti c’è poi Giordano Garbuglia, coordinatore anestesia- rianimazione Utic di Civitanova. E’ civitanovese, ha 57 anni e lui il Covid lo ha combattuto due volte: prima in corsia e poi da un letto di terapia intensiva. «Nella prima ondata ero in prima linea al reparto Covid di Civitanova, quando i letti di rianimazione in terapia intensiva sono passati da cinque a tredici – racconta – nella seconda ho contratto il virus e e sono stato ricoverato un mese, di cui una settimana in coma farmacologico ma non ho mai avuto paura perché sapevo quanto valessero i miei colleghi che si stavano prendendo cura di me».

A ricevere il riconoscimento anche la 48enne Samantha Bartolucci, coordinatrice della rianimazione di Camerino, originaria di Cerreto d’Esi ma da vent’anni nella città ducale: «Non so esprimere la gioia – dice – sono fiera di rappresentare tutta la mia squadra. Il momento più difficile è stato a marzo dello scorso anno quando a Camerino arrivavano i primi pazienti da Pesaro e in quel momento ho capito che c’era il Covid, gente sola, infreddolita, con gli effetti personali nelle buste, poi la grande felicità: vederli tornare a casa e ricevere sul telefono le loro assieme ai famigliari».

E ancora, Rosa Piccirilli, coordinatrice infermieristica in direzione sanitaria a Camerino che ricorda il più terribile dei momenti dallo scoppio della pandemia: «L’apertura del Covid di Camerino è stato il primo ospedale ad essere trasformato, lo abbiamo fatto in ventiquattro ore – ricorda – gli operatori sanitari hanno lavorato incessantemente, quello è stato il momento per me più significativo».

Nella lunga lista dei nominati Cavalieri della Repubblica c’è anche la 59enne Giacinta Manfroni, coordinatrice infermieristica unità operativa complessa di medicina- ematologia di Civitanova, originaria di Belforte ma residente a Civitanova che dice: «Su quella medaglia ci sono io, ma quella medaglia rappresenta tutti gli infermieri, i famosi angeli».

Federico Cotticelli è invece il coordinatore pronto soccorso medicina d’urgenza a Civitanova, 63 anni, di Grottammare. E’ di poche parole, ma il suo pensiero in questo momento di indubbia felicità è rivolto ad altri: «Và a tutti i i pazienti e a tutti i colleghi che si sono ammalati. La parte più difficile – spiega Cottarelli ripercorrendo quei momenti – è stato cercare di allentare la tensione in pronto soccorso, a cercare di non generare un dramma nel dramma».

Ha la gioia nel cuore la 57enne Luigina Mastronardi, coordinatrice di pronto soccorso e medicina d’urgenza di Macerata, anche lei nominata Cavaliere della Repubblica: «Ricordo la paura iniziale che abbiamo avuto, non sapevamo cosa fare e come muoverci, quando le mani e gli occhi dei pazienti chiedevano aiuto – racconta – ora siamo sicuri di quello che facciamo perché siamo cresciuti professionalmente. Questa medaglia da onore alla nostra professione e a tutta la nostra equipe».

Oltre a loro c’è anche Maria Paola Gava, coordinatrice hospice- terapia del dolore e cure palliative di Macerata che commenta con una sola, semplice ed emblematica parola «Grazie», la stessa che tutti noi sentiamo il dovere di rivolgere a tutti gli operatori sanitari, anche quelli che la medaglia l’hanno ricevuta simbolicamente.

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Sono 11 gli Infermieri macerateri, tutti coordinatori, ad essere stati insigniti della carica di “Cavaliere della Repubblica”. A nominarli qualche giorno fa il presidente Sergio Mattarella.

Sono stati nominati Cavalieri dalla Repubblica dal presidente Sergio Mattarella qualche giorno fa, ma sono già tornati al lavoro, tra le corsie, i reparti e le strutture dirigenziali dell’Area Vasta 3 delle Marche. Si tratta di 11 Coordinatori Infermieristici, insigniti del cavalierato per il loro impegno costante nella lotta al Covid-19.

Sono:

  1. Francesco Ricci;
  2. Sabina Moglianetti;
  3. Rosa Piccirilli;
  4. Sandro Di Tuccio;
  5. Roberta Vitali;
  6. Giordano Garbuglia;
  7. Samantha Bartolucci;
  8. Federico Cotticelli;
  9. Giacinta Manfroni;
  10. Luigina Mastronardi;
  11. Maria Paola Gava.

Riproponiamo un pezzo pubblicato sulle pagine di Cronache Maceratesi.

di Francesca Marsili

C’è anche un esercito di infermieri tra i Cavalieri al merito della Repubblica in Area Vasta 3, premiati per essersi “particolarmente distinti nel servizio della comunità durante l’emergenza Coronavirus” come scrive ancora la Presidenza della Repubblica.

Al loro petto, uomini e donne in corsia, il 2 giugno, in occasione della Festa della Repubblica, verrà appuntata la croce dalle braccia d’argento dal Presidente Mattarella, tutti loro hanno affrontato con professionalità e spirito di sacrificio la pandemia sin dalla prima ondata.

Francesco Ricci, maceratese, 60 anni, è il coordinatore del sistema emergenza territoriale 118. «Abbiamo coordinato chi correva per arginare questa tragedia. Nessuno nel nostro team si è tirato indietro. – commenta – mi ha colpito l’abnegazione di tutti i miei colleghi: dai soccorritori ai medici infermieri, dagli operatori radio ai tecnici dei trasporti, sino agli autisti e agli amministrativi con cui condivido questo riconoscimento perché questa è la dimostrazione che quando si è coesi la battaglia si vince».

Sabrina Moglianetti è la coordinatrice infermieristica anestesia e rianimazione dell’ospedale di Macerata, 55enne ginesina. «Assieme al mio gruppo abbiamo trattato i pazienti Covid gravi che arrivavano in pronto soccorso – dice – in più a novembre sono stata inviata al Covid Center di Civitanova e abbiamo aperto il modulo 5. Sono stati tutti fantastici nonostante fossimo sotto numero, senza ferie e spesso senza riposo perché il momento lo richiedeva».

C’è anche Sandro Di Tuccio, infermiere coordinatore malattie infettive di Macerata e presidente dell’ordine degli infermieri di Macerata, 49enne originario di Roma ma maceratese di adozione dal 2000 che orgoglioso dice: «Sin dai primi istanti ero colui che andava in giro a fare tamponi a domicilio dalle sette del mattino sino alla sera, da Serripola sino a Porto Recanati, ne avrò fatti oltre trentamila. Questa indagine epidemiologica e di tracciamento è stato un lavoro enorme e qualcuno ha riconosciuto il valore di quella squadra pionieristica che affrontava un virus di cui poco si sapeva entrando con timore nelle case della gente. Ma la cosa più gratificante – aggiunge – è che nessuno della mia squadra si è infettata perché i dispositivi di protezione, se usati in maniera corretta, funzionano».

Oltre loro c’è anche Roberta Vitali, coordinatrice infermieristica delle professioni sanitarie, 54enne di Tolentino che lavora all’ospedale di Civitanova. Si commuove e racconta: «Questa medaglia è anche il ricordo di tutti i nostri pazienti, ognuno di noi ha ben stampato nella memoria il volto delle migliaia di pazienti a cui ha tenuto la mano, l’emozione è quella di rappresentare un gruppo professionale che si è distinto per cuore e professionalità».

Nella lunga lista dei benemeriti c’è poi Giordano Garbuglia, coordinatore anestesia- rianimazione Utic di Civitanova. E’ civitanovese, ha 57 anni e lui il Covid lo ha combattuto due volte: prima in corsia e poi da un letto di terapia intensiva. «Nella prima ondata ero in prima linea al reparto Covid di Civitanova, quando i letti di rianimazione in terapia intensiva sono passati da cinque a tredici – racconta – nella seconda ho contratto il virus e e sono stato ricoverato un mese, di cui una settimana in coma farmacologico ma non ho mai avuto paura perché sapevo quanto valessero i miei colleghi che si stavano prendendo cura di me».

A ricevere il riconoscimento anche la 48enne Samantha Bartolucci, coordinatrice della rianimazione di Camerino, originaria di Cerreto d’Esi ma da vent’anni nella città ducale: «Non so esprimere la gioia – dice – sono fiera di rappresentare tutta la mia squadra. Il momento più difficile è stato a marzo dello scorso anno quando a Camerino arrivavano i primi pazienti da Pesaro e in quel momento ho capito che c’era il Covid, gente sola, infreddolita, con gli effetti personali nelle buste, poi la grande felicità: vederli tornare a casa e ricevere sul telefono le loro assieme ai famigliari».

E ancora, Rosa Piccirilli, coordinatrice infermieristica in direzione sanitaria a Camerino che ricorda il più terribile dei momenti dallo scoppio della pandemia: «L’apertura del Covid di Camerino è stato il primo ospedale ad essere trasformato, lo abbiamo fatto in ventiquattro ore – ricorda – gli operatori sanitari hanno lavorato incessantemente, quello è stato il momento per me più significativo».

Nella lunga lista dei nominati Cavalieri della Repubblica c’è anche la 59enne Giacinta Manfroni, coordinatrice infermieristica unità operativa complessa di medicina- ematologia di Civitanova, originaria di Belforte ma residente a Civitanova che dice: «Su quella medaglia ci sono io, ma quella medaglia rappresenta tutti gli infermieri, i famosi angeli».

Federico Cotticelli è invece il coordinatore pronto soccorso medicina d’urgenza a Civitanova, 63 anni, di Grottammare. E’ di poche parole, ma il suo pensiero in questo momento di indubbia felicità è rivolto ad altri: «Và a tutti i i pazienti e a tutti i colleghi che si sono ammalati. La parte più difficile – spiega Cottarelli ripercorrendo quei momenti – è stato cercare di allentare la tensione in pronto soccorso, a cercare di non generare un dramma nel dramma».

Ha la gioia nel cuore la 57enne Luigina Mastronardi, coordinatrice di pronto soccorso e medicina d’urgenza di Macerata, anche lei nominata Cavaliere della Repubblica: «Ricordo la paura iniziale che abbiamo avuto, non sapevamo cosa fare e come muoverci, quando le mani e gli occhi dei pazienti chiedevano aiuto – racconta – ora siamo sicuri di quello che facciamo perché siamo cresciuti professionalmente. Questa medaglia da onore alla nostra professione e a tutta la nostra equipe».

Oltre a loro c’è anche Maria Paola Gava, coordinatrice hospice- terapia del dolore e cure palliative di Macerata che commenta con una sola, semplice ed emblematica parola «Grazie», la stessa che tutti noi sentiamo il dovere di rivolgere a tutti gli operatori sanitari, anche quelli che la medaglia l’hanno ricevuta simbolicamente.



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