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Cosa mangiare a Praga: 15 piatti tipici da provare

Smazeny Syr; piatti tipici Praga

Oggi vogliamo portarvi in tour a Praga, capitale della Repubblica Ceca, città d’arte e calderone di piatti tipici derivati dalla tradizione boema, ebraica e prussiana. Vi ricorda qualcosa? C’è un fil rouge gastronomico che lega la cucina locale a quelle di Vienna e Budapest, e che costituisce le basi di un triangolo cultural-culinario al cui vertice spicca proprio Praga. L’eredità imperiale tardo-romana e quella asburgica si riflettono in tante specialità, dallo street food ai piatti unici di carne, fino ai decadenti dessert.

Per voi imperterriti camminatori alla ricerca di musei, chiese e monumenti, abbiamo preparato un ricco menu di piatti da provare nella capitale ceca. Indossate scarpe comode perché stiamo per metterci in marcia alla volta di un tour gastronomico alla scoperta della cucina tipica locale, ovvero cosa mangiare a Praga.

Chlebícky

tartine

Di sandwich aperti ce n’è per tutti i gusti e per tutte le nazionalità. Che si tratti di bruschetta, pincho spagnolo, smørrebrød danese o croque monsieur parigino, l’estro europeo non si stanca mai di trovare nuove combinazioni di ingredienti da mettere in bilico sul pane tostato. Praga non fa eccezione e rilancia con il chlebícky, la versione locale della tartina da aperitivo. Su una base di veka, il morbidissimo pane bianco simile alla baguette francese, vengono erette fantasiose torrette di cibo utilizzando gli ingredienti più disparati. Un classico è maionese, insalata di patate, Emmental, prosciutto di Praga, uovo sodo e pomodoro; un twist più modernista prevede tartare di manzo, aglio e uovo crudo. Le possibilità sono infinite, ma la certezza è sempre una: la costante birra, qui chiamata pivo. La bionda più desiderata di Praga è protagonista prima, dopo e durante i pasti: non ci metterete molto a rendervi conto infatti che qui una pils vi costa meno dell’acqua.

Smazeny Syr

Mozzarella in carrozza

Togliamoci subito il pensiero del fritto calorico, unto, brutto e cattivo. Lo smazeny syr è il classico street food della città che ricorda vagamente la nostra mozzarella in carrozza. Si tratta di formaggio fritto in una pastella di farina, uova e pangrattato e servito con patate, maionese e salsa tartara. La materia prima di solito è Edam, Emmental o Hermelín, formaggio a pasta molle e crosta fiorita tipico della Repubblica Ceca. Filante e cremoso, potete mangiarlo nature o incastonato fra due fette di pane per attaccarlo direttamente con le mani.

Bramborák

frittelle

L’altro pilastro dello street food praghese è costituito dal bramborák, che prende il nome direttamente dal suo ingrediente di base: il brambor, ovvero la patata. Il pancake di patate in Europa e nel mondo non è certo una novità: fra i più famosi ricordiamo latke ebraico, rösti austriaco, hash browns americani, fino ad arrivare al tortel de patate della cucina altoatesina. In questo caso il bramborák è preparato con patate grattugiate mischiate a uova e pangrattato, condito con sale, pepe, aglio, maggiorana e cumino, e fritto oppure passato in forno: il risultato è una frittella fragrante e croccante servita calda e cosparsa di salsa tartara. In realtà vi assicuriamo fin da subito che non sarà mai soltanto una, mettetevi l’animo in pace e per una volta lasciate che sia la gola a decidere per voi.

Knedlíky

gnocchi

Se mai vi venisse la tentazione tutta italiana di fare la proverbiale “scarpetta” con quel che resta del sugo o della zuppa, niente paura, potete dare libero sfogo ai vostri impulsi con gli ubiquitari knedlíky. Questi gnocchi di pane sono una costante dei piatti tipici cechi e li troverete molto spesso on the side, come contorno panificato soprattutto delle preparazioni a base di carne. Per prepararli si usa spesso l’houska, pane morbido inzuppato nel latte ed eventualmente aromatizzato con prezzemolo e noce moscata (karlovasky knedíkly) o patate (bramborové knedíkly). Non finisce qui: questi gnocchi di rinforzo possono essere ripieni di funghi, formaggio, pancetta oppure dolci (ovocné knedlíky) con frutta secca o fresca e ricotta. Da soli o accompagnantisono sempre l’ultimo boccone, quello più ricco.

Vepro-knedlo-zelo

cucina-praga

Suona come una filastrocca, in realtà si tratta di una combinazione. Vepro-knedlo-zelo è il trittico nutrizionale della cucina praghese, un piatto unico e completo che mette insieme proteine, carboidrati, grassi e pure un ricordo di vitamine, un po’ denaturate dalla cottura ma ci accontentiamo. Andiamo con ordine: vepro è l’arrosto di maiale magro, tagliato a fette; knedlo è abbreviazione per knedíkly, gli gnocchi di pane che qui vediamo in uno dei loro plurimi usi pratici; infine zelo, i crauti lessati che ci assicurano che sì, stiamo facendo il nostro dovere per sopperire alla razione giornaliera di verdura. Tutto naviga nella salsa di cottura del maiale, perfetta per eliminare le differenze di gusto e colore tra i vari elementi del piatto e soprattutto per testare la capacità assorbente degli gnocchi.

Kulajda

zuppa-funghi

Nessun pasto a Praga può definirsi completo senza una zuppa (in ceco polévky). Fra tutte le opzioni a nostra disposizione abbiamo scelto la kulajda, una vellutata di funghi e patate tipicamente servita con panna acida. Il sapore è vagamente acidulo (appunto) e la consistenza estremamente densa e cremosa. La monotonia bianco-beige che avete consapevolmente deciso di ordinare è spezzata dagli sprazzi verdi dell’aneto, erba aromatica che, ve ne accorgerete rapidamente, spunta un po’ ovunque nella cucina locale.

Česnečka

zuppa-aglio

Raffreddore? Costipazione? Postumi da sbronza? Niente paura, ci pensa la česnečka, zuppa all’aglio dalle preziose virtù nutritive nonché (almeno, a detta dei locali) terapeutiche. Il bulbo odoroso sarà anche il suo ingrediente caratterizzante, ma nella česnečka c’è molto di più: brodo di carne o verdure, patate, cipolle, maggiorana e cumino dei prati. Infine, la cosiddetta ciliegina sulla torta, in questo caso sulla zuppa: crostini caldi e formaggio per dare consistenza, croccantezza ed eventualmente una bella dose di energia al “paziente” di turno.

Svícková na smetane

gravy

Se cercate un piatto per le grandi occasioni lo avete trovato. Tradizionalmente servito nei ricevimenti matrimoniali o come piatto forte della domenica in famiglia, lo svícková na smetane è una delle preparazioni più amate dell’assortimento gastronomico locale. Questo secondo ha per protagonista la lombata di manzo arrosto che viene marinata insieme alle verdure (carote, sedano, cipolle) in un mix di spezie quali pepe, noce moscata, alloro, ginepro e timo, e lasciata bollire nella panna. La carne tenerissima viene annegata nel gravy e allestita stile tavolozza insieme a knedlíky, salsa di mirtilli rossi e sour cream. Il contrasto cromatico e agrodolce rende questo piatto bello da vedere e stuzzicante per il palato.

Pečená kachna

anatra-arrosto

L’altra grande protagonista delle suddette grande occasioni praghesi è l’anatra arrosto, qui sistemata in maniera scenografica nella pečená kachna. Un classico della cucina tradizionale e familiare, l’anatra viene aromatizzata con maggiorana e cumino dei prati e arrostita a fuoco lento fino a doratura completa della pelle. Il grasso viene riutilizzato per insaporire il gravy, la densa salsa di accompagnamento per i costanti knedlíky, patate e crauti rossi di contorno.

Kolách

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Questo dolce di indiscutibile paternità ceca e slovacca è emigrato a suo tempo negli Stati Uniti: se per qualche disgraziato motivo vi capita di perdervelo a Praga, potete sempre recuperarlo nel profondo Midwest d’oltreoceano, dove si sprecano i festival a esso dedicati. Il kolách prende il nome dalla parola di origine slavonica che significa “cerchio”: la base rotonda di pasta lievitata dagli spessi bordi rialzati viene farcita con composta di frutta o crema pasticcera. Le versioni americane ripiene di carne, jalapeños o formaggio potete tranquillamente bypassarle: per non sbagliare, rimanete sul dolce.

Buchtel

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Dalla materia prima kolách si ricava questo dolce da colazione: la base dell’impasto è la stessa, solo che stavolta il composto non viene steso fino a formare un disco, ma viene diviso in tante palline. Messe in forno l’una accanto all’altra, si fonderanno in un unico soffice panino dolce di pasta lievitata. Il buchtel viene farcito di marmellata, semi di papavero o ricotta, anche se la tradizione vuole che il ripieno sia costituito esclusivamente dal powidl, una composta di prugne mature senza nient’altro. Non eccitatevi troppo, il powidl sarà anche ipocalorico e privo di qualsiasi agente dolcificante o gelificante: ciò non toglie che, una volta pronto, il buchtel venga generosamente cosparso di zucchero a velo e crema alla vaniglia.

Mazanec

mazanec-ceco

In Repubblica Ceca la Pasqua si chiama Velikonocet, i maschi “fustigano” le femmine con un frustino di salice e ricevono in cambio uova colorate (se gli va bene) o secchiate di acqua gelida (in tal caso possiamo ben dire che se la siano cercata), e al posto della colomba si festeggia con il mazanec. Questo pane dolce ha il sapore semplice e antico dei suoi anni, almeno cinquecento Sabati Santi dedicati alla sua preparazione. L’impasto lievitato è arricchito da uva sultanina e un goccio di rum e decorato in superficie con granella di mandorle e l’immancabile incisione a forma di croce. Ottimo per la colazione, non solo quella pasquale, tagliato a fette e spalmato generosamente di burro e marmellata.

Bublanina

Clafoutis di ciliege, fetta

La versione ceca del clafoutis è la bublanina, altrimenti detta bubble cake per via dell’impasto soffice che come una bolla “ingloba” la frutta incastonata al suo interno. La merenda preferita dai praghesi viene preparata con burro, uova, zucchero, farina, zest di limone e un pizzico di vaniglia. Prima dell’infornata viene aggiunta la frutta fresca secondo stagione: ciliegie, mirtilli, fragole sono i più gettonati, ma anche albicocche, prugne, pere, mele. Come dire, è sempre il momento giusto per godersi una calda e fragrante bublanina.

Vánoční cukroví

biscotti-natale

A Praga lo spirito natalizio è direttamente proporzionale alla quantità e varietà di vánoční cukroví, i biscotti di Natale decorati che escono dai forni di ogni famiglia, pasticceria e panetteria ad assortimento di teglie colme e profumatissime. Di base c’è il burro, ingrediente che più o meno li accomuna tutti, ma in quanto a forme e aromi c’è l’imbarazzo della scelta e il solo limite della fantasia. Eccone alcuni fra i più ricorrenti: pernik na figurki, i biscottini di pan di zenzero che già per assonanza suggeriscono le forme più strane; vanilkove rohlicky, lunette crescenti alla vaniglia ricoperte di zucchero a velo; medvedi tlapicky, una sorta di madeleine decorate con mandorle pelate alle estremità per farle assomigliare a zampe di orso (più popolari in Usa come “bear claws”); parizske pecivo, wafer a forma di bastoncino; linecke testo dvoubarevne, quadratini-ruotine-cilindri bianchi e neri a scacchi.

Malinovka

lampone

Nella Repubblica Ceca la birra è indubbiamente la bevanda più popolare, virtualmente ubiquitaria e vergognosamente economica. Come si comportano gli astemi a Praga, dove le alternative scarseggiano e persino l’acqua costa di più?  A mali estremi c’è sempre la malinovka, il soft drink di stampo sovietico che a suo tempo faceva il verso ai ben più diffusi contraltari americani. Questa bevanda gassata dolcissima aromatizzata al lampone più che dissetare fa venire ancora più sete, eppure nel periodo estivo la troverete servita alla spina praticamente in tutti pub della città. Rossa, ghiacciata, dal sapore stucchevole e artificiale: una volta superati i pregiudizi, vi accorgerete che sarà sempre più difficile farne a meno.

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