Il modello cinese d’esportazione

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Mai come in queste ultime settimane l’economia cinese ha fatto segnare un miglioramento dei suoi indici.

I dati parlano di una crescita prevista per l’annus horribilis 2020 attorno all’1%, lontanissimo dagli indici di crescita del passato. Tuttavia sempre di crescita si tratta, di fronte ad una pesante recessione a livello mondiale.

Nella fase di recovery post-lockdown, la Cina ha sicuramente beneficiato del ruolo vitale di “global supply chain ”. Tutto qui? Assolutamente no, ci sono altre ragioni, a partire dall’impressionante massa di investimenti fatti nelle infrastrutture e in altri settori.

Il rigido modello per la gestione rigorosa della ripartenza post-lockdown ha portato un po’ di fiducia nei consumatori cinesi, e da qui la prima ripresa dei consumi stessi, fattore chiave per la crescita economica.


Certamente lo stesso rigido modello, a partire dal controllo e dal tracciamento del movimento e delle abitudini di ogni cittadino, ha permesso di arginare ogni tentativo di ripartenza dell’epidemia, scongiurando ulteriori misure ancora più drastiche della mancanza di libertà democratiche.

Facendo un confronto con la nostra gestione, la confusione in atto, che rischia di non contenere una seconda ondata, fornisce gli elementi per porsi degli interrogativi.


Il virus è davvero così pericoloso?

Allora perché abbiamo consentito gli assembramenti estivi? Perché permettiamo ai calciatori di abbracciarsi ad un goal per poi sedersi in tribuna a 10 metri di distanza, l’uno dall’altro, e con la mascherina?


Perché mettiamo in quarantena chi arriva dalla Liguria e poi lasciamo che i lombardi che hanno trascorso il fine settimana a Genova per il Salone Nautico, vengano in Svizzera?


Perché chiudiamo i locali alle 23… da quell’ora il virus è più aggressivo ?


A me pare tutto tra il bizzarro e l’incosciente!

Non ho elementi sicuri per negare la pericolosità del virus, come pure non ne ho per pensare che sia tutto strumentale e finalizzato ad un obiettivo di supremazia imperialistica.


L’unico dato certo: la Cina sta sopravvivendo meglio di tutti a questa angosciosa situazione. Si tratta di un preludio alla promozione ed esportazione di un modello di gestione “vincente”, ancorché totalitario, in un mondo dove attualmente regna tanto caos?

Forse è ancora prematuro paventare un accadimento di questo tipo, ma ritengo che gli elementi di preoccupazione siano già tutti sul tavolo.


Sarebbe grottesco, ancorché drammatico e letale, che un virus esploso in un paese non democratico, dopo essersi propagato nei paesi a regime democratico, portasse alla morte della democrazia e al trionfo del totalitarismo comunista.

Luigi Lauro

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