La Filosofia e la Morale della Sostenibilità: una svolta epocale senza ritorno

I grandi cambiamenti epocali, caratterizzanti la storia dell’umanità, dall’inizio dell’età moderna fino al terzo millennio, nell’arco di circa cinque secoli, hanno avuto sempre un esordio lento, quasi impercettibile ai contemporanei. Successivamente sono diventati la guida di autentiche rivoluzioni, che hanno trasformato in toto la società e i suoi assetti, la politica e le sue istituzioni rappresentative, l’economia e i suoi modelli di sviluppo, i costumi collettivi e la morale, le condizioni di vita dei singoli e delle comunità, la stessa visione del mondo e il destino dell’uomo.

Dalla rivoluzione della carta stampata a quella del motore a scoppio, dalla prima alla seconda rivoluzione industriale, dal carbone al petrolio fino al nucleare, dal digitale all’information technology, i cambiamenti sono stati sempre più rapidi e sempre più incisivi.

Le crisi economico-finanziarie del primo ventennio del nuovo millennio, divenute oggi devastanti per effetto della pandemia in corso, il cui contenimento non appare realizzabile a breve, hanno sancito, tuttavia, la fine di uno sviluppo senza limiti e senza regole, basato sull’inarrestabile sfruttamento delle risorse naturali, sull’irresponsabile consumo del territorio e sul criminale inquinamento dell’ambiente terrestre, marino e atmosferico.

I governanti stentano ad acquisire consapevolezza che è in gioco, nel giro di un secolo, la stessa sopravvivenza dell’umanità. Per cui, le decisioni, in sede internazionale e nazionale, appaiono del tutte inadeguate a determinare un’ inversione di tendenza, che allontani i pericoli all’orizzonte.

Necessitano, al contrario, scelte tempestive, radicali e irreversibili ispirate alla filosofia della sostenibilità e governate dalla green economy.

Siamo di fronte, pena l’autodistruzione, al più impegnativo cambiamento epocale della storia umana, che muterà il volto del mondo in cui viviamo, con realizzazioni oggi non del tutto prevedibili, certamente intuibili, a cominciare dal nostro stile di vita e dai valori ai quali ci ispiriamo.

Si impone, dunque, un nuovo stile di vita, individuale e collettivo, che abbia poco o nessun impatto inquinante sull’ambiente e che privilegi i rapporti umani, l’utilizzo del tempo, la qualità della vita, l’alimentazione, la mobilità, le relazioni con gli altri e, principalmente, la cultura.

In poche parole una nuova morale, la “morale della sostenibilità”, che dovrà incidere e rivoluzionare, tra gli altri, i mondi della finanza, dell’industria, del commercio, dei servizi e della comunicazione. E della politica!

Noi abbiamo cominciato, per la piccola parte che ci compete, assumendo “la filosofia e la morale della sostenibilità” come criterio-principe, imprescindibile, delle nostre attività editoriali, a cominciare all’uscita imminente del nostro magazine green.

E intendiamo promuovere tutte le iniziative, che ci verranno segnalate, in grado di coniugare, nell’ottica della sostenibilità,  il legame tra ambiente, cultura e attività economiche. Come il simposio, molto significativo, organizzato a Sorrento, il 24 ottobre, nel suo venticinquennale, da una istituzione culturale di rango nazionale, come il “Premio Penisola Sorrentina”, che proclamerà “La Carta di Sorrento”  sul turismo sostenibile, il turismo del futuro.

Luigi Lauro