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Le nazionali che usano colori diversi dalle bandiere

La maglia azzurra dell’Italia, quella bianca della Germania e l’arancione dell’Olanda sono fra le divise storiche del calcio europeo, ma anche fra le poche differenti dai colori delle rispettive bandiere nazionali.

L’Italia, nel calcio come nel basket, nel rugby e in tutti gli altri sport, gioca con l’azzurro che fa riferimento al blu Savoia, il colore della decaduta famiglia reale italiana. La sua origine viene fatta risalire al 1366, quando Amedeo VI di Savoia, in partenza per le Crociate, lo introdusse accanto al rosso e al bianco come omaggio alla Madonna.

L’uso dell’azzurro da parte degli eserciti dei Savoia si consolidò nei secoli successivi, venne usato nelle prime bandiere tricolori e infine nella bandiera del Regno d’Italia. Scomparve dalla bandiera dopo la fine della Seconda Guerra mondiale con la proclamazione della Repubblica e l’esilio della famiglia reale. Nel frattempo, però, era già diventato il colore della nazionale di calcio. Nel 1910 l’Italia aveva giocato la prima partita della sua storia con maglie bianche e pantaloncini a piacimento; le maglie azzurre vennero introdotte dalla terza partita, giocata nel 1911 contro l’Ungheria.

(Marco Luzzani/Getty Images)

La nazionale europea con la quale l’Italia ha instaurato la sua più grande rivalità è la Germania, il cui colore principale non è fra quelli della sua bandiera. Un tempo le nazionali tedesche indossavano maglie bianche intonse e pantaloncini neri, poi con il passare del tempo il giallo e il rosso hanno trovato spazio, ma il colore principale rimane il bianco. È un colore che si trova di continuo nelle bandiere degli stati germanici. Può essere considerato un riferimento al colore nazionale della Prussia, l’antico stato europeo che nel 1871 confluì nella Germania unificata. Nello stesso anno il bianco fu accostato al rosso e al nero nella nuova bandiera dell’Impero tedesco.

(Lars Baron/Getty Images)

Negli anni la Germania ha usato anche divise verdi, una scelta che qualcuno attribuisce erroneamente alla convinzione che l’Irlanda sia stata la prima nazionale ad aver accettato di giocare contro la Germania dell’Ovest dopo la Seconda guerra mondiale. Ma non fu così: l’Irlanda non fu né la prima né la seconda, e fu preceduta infatti da Austria e Turchia. Il verde è invece il colore della federazione calcistica tedesca, fondata nel 1900.

Fra le 24 nazionali agli Europei, l’ultima ad avere un colore diverso è l’Olanda, che in alcuni periodi, come questo, oltre all’arancione della maglie gioca con pantaloncini e calzettoni neri, altro colore non presente nella sua bandiera rossa, bianca e blu.

(Koen van Weel – Pool/Getty Images)

Il colore arancione si riferisce al nome della famiglia reale olandese, la casa degli Orange-Nassau. Il loro antenato, Guglielmo d’Orange, è considerato il padre fondatore dei Paesi Bassi. Guglielmo nacque in Germania e nel 1544 ereditò possedimenti nei Paesi Bassi e il principato d’Orange, nel sud della Francia, diventando quindi Guglielmo d’Orange. Contribuì poi a liberare i Paesi Bassi dalla dominazione spagnola al comando dell’esercito delle Provincie unite nella prima fase della Guerra degli ottant’anni. Da allora l’arancione simboleggia l’unità nazionale olandese.

Da quando esistono le seconde e terze maglie, Olanda e Germania hanno vestito anche divise realizzate con i colori delle loro bandiere. L’Italia, nel calcio, mai. E anzi, quando tre anni fa presentò l’attuale terza maglia verde, ci furono polemiche per la scelta fatta in controtendenza con la tradizione che impone l’azzurro e il bianco.

– Leggi anche: Le maglie degli Europei hanno fatto litigare un po’ tutti

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