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L’impianto di trattamento di petrolio e gas di Eni a Mellitah, in Libia, è assediato da un gruppo armato da martedì

Da martedì l’importante impianto di trattamento di petrolio e gas di Mellitah, nella parte occidentale della Libia, è assediato da un gruppo armato di miliziani dell’area di Zuwara, città costiera che si trova lì vicino. L’impianto si trova un’ottantina di chilometri a ovest di Tripoli ed è gestito da ENI e dall’azienda nazionale libica, la National Oil Corporation. Dal complesso industriale parte il gasdotto Greenstream, che collega l’Africa alla Sicilia.

Il gruppo armato blocca l’ingresso e l’uscita del personale dell’impianto da martedì, quando il capo delle milizie e responsabile della sicurezza locale, Imad al-Din Masoud, era stato arrestato su mandato della Procura generale libica con l’accusa di traffici illeciti. I miliziani ritengono l’arresto di al-Din Masoud un «rapimento».

Non è la prima volta che gruppi armati prendono di mira la zona di Mellitah. In un comunicato i sindacati dell’impianto chiedono che i miliziani lascino lo stabilimento e dicono di ritenerli «completamente responsabili di mettere in pericolo la vita dei lavoratori a cui impediscono di entrare e di uscire».

– Leggi anche: La visita di Draghi in Libia

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