Michelangelo Pistoletto, rigenerare la società attraverso l’arte

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Maestro, su cosa sta lavorando in questo periodo?


Sto lavorando alla realizzazione di alcuni Quadri Specchianti per diverse mostre in programma. Lavoro soprattutto sul tema del Terzo Paradiso, il progetto di rigenerazione della società attraverso l’arte. È un’attività che coinvolge, oltre a me, la Cittadellarte-Fondazione Pistoletto, che ho attivato all’inizio degli anni ‘90, totalmente dedicata all’interazione tra l’arte e ogni settore della società. È un laboratorio di trasformazione responsabile esteso all’intera società civile.

Quale messaggio vuole trasferire con Il Terzo Paradiso?


Il simbolo del Terzo Paradiso è l’applicazione ecologica del teorema della Trinamica, che ho definito con modalità specificatamente scientifiche. Questo simbolo connette il primo paradiso (quello naturale) con il secondo paradiso (quello artificiale) per dar luogo al Terzo Paradiso. Come ho appena detto questo simbolo deriva direttamente dalla formula della Trinamica. Essa consiste in una linea che intersecandosi due volte disegna tre cerchi consecutivi. I due cerchi laterali rappresentano tutti gli elementi suddivisi in posizioni tra loro contrapposte, il cerchio centrale è il vuoto in cui gli elementi opposti si connettono creando un terzo elemento, che prima non esisteva. Dunque, il triplo cerchio è la formula della creazione, che combina, coniuga e fonde tutti i soggetti separati, diversi e opposti. L’universo esistente è una creazione continua che avviene unendo elementi differenti.


Ad esempio: dall’idrogeno unito all’ossigeno nasce l’acqua; il polo positivo da una parte e il polo negativo dall’altra creano al centro l’energia elettrica; da una parte abbiamo il maschile e dall’altra il femminile, nella loro connessione avviene la nascita di una persona che non esisteva. Quindi è il simbolo dell’esistenza in tutte le sue forme.

Un simbolo forte Maestro, creazione ma anche equilibrio?


Il Terzo Paradiso inteso come trasposizione della Trinamica è il simbolo base della creazione ma è anche la rappresentazione dell’equilibrio. Attenzione però, con lo stesso sistema si crea anche il mostro, dunque bisogna porre in un cerchio il mostro e nel cerchio opposto la virtù e congiungerli nel cerchio centrale per ottenere l’equilibrio fra i due.


Ora la società si trova di colpo, in un momento storico che non ha precedenti, ad affrontare il vuoto del lockdown causato dalla pandemia di Covid19. Questo momento di arresto mondiale ci mette davanti a quelli che sono stati gli sviluppi dell’intelligenza umana, fino alla scienza e alla tecnologia di oggi, rendendo inevitabile e pressante il raggiungimento di un equilibrio tra scienza e natura al fine di raggiungere veramente una armonica relazione tra passato e futuro. Quindi il Terzo Paradiso diventa un simbolo attivo in tutti i sensi e in ogni particolare, dall’economia alla politica, dalla moda all’architettura, dalla formazione al comportamento. Tutti gli elementi che compongono la società vengono chiamati in causa per connettersi in maniera nuova ed equilibrata onde procedere traendo profitto dall’attuale devastante esperienza.

Cosa può fare l’arte per supportare la società in momenti come quello che stiamo affrontando?


La capacità creativa è insita nell’essere umano, gli animali o gli insetti agiscono istintivamente, l’uomo invece agisce e si organizza artificialmente. Il termine Artificio ha proprio come radice la parola arte, ciò significa che l’arte si rende basilarmente responsabile di ogni atto compiuto dal genere umano. Anche quando si fa politica o ci si occupa di economia si fa un’operazione creativa. Gli artisti trasformano la creatività in creazione manifesta. Nel XX secolo l’artista ha acquisito individualmente una libertà e un’autonomia che non hanno precedenti. Penso che adesso l’artista debba usare la propria libertà per assumere una responsabilità estesa alla molteplicità delle persone che costituiscono la società.

Nella sua produzione torna forte il tema degli specchi.


Il mio lavoro attuale nasce dai quadri specchianti, anche la formula Trinamica deriva da questi. Lo specchio, che sta alla base dei miei quadri, è l’infinito, in quanto è il luogo in cui le immagini nascono e muoiono contemporaneamente. Ogni immagine nello specchio dura un solo istante, prima non c’era e poi non c’è più. Questo mutamento si estende all’infinito. Dallo specchio nasce la formula della Trinamica. Infatti, questa formula è originata dalla riconfigurazione del segno matematico dell’infinito graficamente realizzato con il disegno di una linea che interseca sé stessa formando due cerchi. Io ho intersecato due volte la linea ottenendo un terzo cerchio tra i due. Questo cerchio rappresenta il finito, cioè la durata della vita, al centro dell’infinito. Nello specchio continuiamo a vederci perché abbiamo una nostra durata, ma anche questa è sempre mutevole, mai statica. La creazione è continua.

Quali sono i suoi progetti espositivi?


Stiamo attendendo che il superamento dell’attuale situazione di distanziamento sociale consenta alle persone di fruire liberamente delle mostre. Avevamo pianificato, tra le altre, una esposizione a New York, una a Mosca e siamo in attesa di poterle inaugurare. In Italia, a San Gimignano, alla Galleria Continua è prevista l’inaugurazione di una mia personale in settembre. Se diventerà cosa possibile, in autunno sarò a Lugano, presso la Galleria Stein, per esporre alcuni tra i Quadri Specchianti più recenti. Sarà l’inaugurazione di un nuovo spazio della galleria stessa.