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Paola Ferrari si svela: i retroscena dell’addio alla Rai e cosa farà dopo

Paola Ferrari, 60 anni, pochi giorni fa, ha annunciato che lascerà la Rai, dopo 32 anni di esperienze e dirette. Ora, attraverso un’intervista al quotidiano La Repubblica, spiega ulteriori dettagli in merito al suo addio alla tv di stato. La popolare giornalista sportiva, protagonista delle notti magiche europee 2021, ha dichiarato che rimarrà in sella fino ai Mondiali di calcio del Qatar, che si terranno nell’inverno 2022, poi lascerà spazio ai giovani.

“Dicono che sono vecchia, anche se io mi sento una ragazza”, ribadisce, come già detto di recente, nel corso dell’annuncio dell’addio a Viale Mazzini. I progetti per il ‘dopo Rai’ sono tanti e disparati. Sicuramente Paola vuole godersi maggiormente la propria vita privata, dedicando più tempo a viaggi e famiglia.

La Ferrari ricorda di aver avuto tantissimi successi personali e professionali grazie al servizio pubblico, tra cui quello di essere stata la prima donna a condurre Novantesimo minuto e La domenica sportiva, oltre a seguire i Mondiali 2006 e le Olimpiadi. “Più di così non potevo chiedere”, chiosa. Di rimpianti non ce ne sono. Anzi, si sente una “privilegiata” perché ha sempre avuto il pallino del giornalismo sportivo e lo ha potuto applicare in molte sfaccettature.

Tra gli obbiettivi futuri anche quello di far crescere il gruppo Lucisano, di cui è socia e responsabile dei documentari. “Stiamo preparando bellissimi progetti – aggiunge -. Intanto è partito Romanzo radicale, sulla storia di Pannella. Il mondo dello sport mi ha dato tantissimo ma voglio cambiare e ricominciare, non stare ferma. E magari fare qualcosa in tv”.

A proposito di piccolo schermo, allontana l’ipotesi di vederla in un varietà non ritenendolo nelle sue corde. Se ci sarà spazio, magari un talk come ad esempio un programma tipo “Storie italiane che conduce benissimo Eleonora Daniele, o La vita in diretta”. Insomma, trasmissioni che restano nel solco del giornalismo, suo habitat naturale. Dall’altro lato, con una punta di rimorso, la Ferrari afferma che “trasmissioni giornalistiche di questo tipo” potrebbero essere nelle sue corde, ma che avrebbe dovuto “pensarci anni fa”.

Giornalismo calcistico, un ambiente non semplice per le donne, giusto? “Le cose sono cambiate ma ancora oggi tanti uomini pensano che la donna debba parlare dopo. Poi siamo sempre giudicate: hai le luci sparate, non hai le luci. Io sono felice di come sono, ma viene tutto sottolineato”.

La Ferrari spiega poi che quando ha fatto la battuta sulla vecchiaia ha pensato a tante giornaliste sue coetanee che conducono programmi non sportivi, come ad esempio Bianca Berlinguer, Lilli Gruber, Milena Gabanelli, Federica Sciarelli. “Siamo più o meno coetanee – riflette -, tutte in pista. Nello sport c’è uno strascico di maschilismo, l’età è vista in modo critico”.

Spazio poi a un ricordo speciale per il compianto Paolo Rossi. Paola ricorda di aver condotto assieme al campione mondiale del 1982 un’edizione della Domenica sportiva e poi di aver seguito con lui la Nazionale per un certo periodo: “Ci conoscevamo dall’82. La sera in cui abbiamo vinto l’Europeo ho guardavo in cielo e ho pensato a lui. Ancora mi vengono i brividi”.

 |  Redazione  | 
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Paola Ferrari, 60 anni, pochi giorni fa, ha annunciato che lascerà la Rai, dopo 32 anni di esperienze e dirette. Ora, attraverso un’intervista al quotidiano La Repubblica, spiega ulteriori dettagli in merito al suo addio alla tv di stato. La popolare giornalista sportiva, protagonista delle notti magiche europee 2021, ha dichiarato che rimarrà in sella fino ai Mondiali di calcio del Qatar, che si terranno nell’inverno 2022, poi lascerà spazio ai giovani.

“Dicono che sono vecchia, anche se io mi sento una ragazza”, ribadisce, come già detto di recente, nel corso dell’annuncio dell’addio a Viale Mazzini. I progetti per il ‘dopo Rai’ sono tanti e disparati. Sicuramente Paola vuole godersi maggiormente la propria vita privata, dedicando più tempo a viaggi e famiglia.

La Ferrari ricorda di aver avuto tantissimi successi personali e professionali grazie al servizio pubblico, tra cui quello di essere stata la prima donna a condurre Novantesimo minuto e La domenica sportiva, oltre a seguire i Mondiali 2006 e le Olimpiadi. “Più di così non potevo chiedere”, chiosa. Di rimpianti non ce ne sono. Anzi, si sente una “privilegiata” perché ha sempre avuto il pallino del giornalismo sportivo e lo ha potuto applicare in molte sfaccettature.

Tra gli obbiettivi futuri anche quello di far crescere il gruppo Lucisano, di cui è socia e responsabile dei documentari. “Stiamo preparando bellissimi progetti – aggiunge -. Intanto è partito Romanzo radicale, sulla storia di Pannella. Il mondo dello sport mi ha dato tantissimo ma voglio cambiare e ricominciare, non stare ferma. E magari fare qualcosa in tv”.

A proposito di piccolo schermo, allontana l’ipotesi di vederla in un varietà non ritenendolo nelle sue corde. Se ci sarà spazio, magari un talk come ad esempio un programma tipo “Storie italiane che conduce benissimo Eleonora Daniele, o La vita in diretta”. Insomma, trasmissioni che restano nel solco del giornalismo, suo habitat naturale. Dall’altro lato, con una punta di rimorso, la Ferrari afferma che “trasmissioni giornalistiche di questo tipo” potrebbero essere nelle sue corde, ma che avrebbe dovuto “pensarci anni fa”.

Giornalismo calcistico, un ambiente non semplice per le donne, giusto? “Le cose sono cambiate ma ancora oggi tanti uomini pensano che la donna debba parlare dopo. Poi siamo sempre giudicate: hai le luci sparate, non hai le luci. Io sono felice di come sono, ma viene tutto sottolineato”.

La Ferrari spiega poi che quando ha fatto la battuta sulla vecchiaia ha pensato a tante giornaliste sue coetanee che conducono programmi non sportivi, come ad esempio Bianca Berlinguer, Lilli Gruber, Milena Gabanelli, Federica Sciarelli. “Siamo più o meno coetanee – riflette -, tutte in pista. Nello sport c’è uno strascico di maschilismo, l’età è vista in modo critico”.

Spazio poi a un ricordo speciale per il compianto Paolo Rossi. Paola ricorda di aver condotto assieme al campione mondiale del 1982 un’edizione della Domenica sportiva e poi di aver seguito con lui la Nazionale per un certo periodo: “Ci conoscevamo dall’82. La sera in cui abbiamo vinto l’Europeo ho guardavo in cielo e ho pensato a lui. Ancora mi vengono i brividi”.



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