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Profumo di Roma in cucina… con la coda alla vaccinara

Coda alla vaccinara

La coda alla vaccinara è un secondo piatto tipico della cucina romana dalle origini molto antiche. Ecco come si prepara.

La coda alla vaccinara rappresenta in tutto e per tutto la cucina tipica romana. Preparata con una manciata di ingredienti, fondamentali per esaltare il sapore di questo taglio di carne così povero e insolito, viene servita in tutte le trattorie della capitale. Il segreto per ottenere una coda alla vaccinara davvero buona è la cottura. Solo con le lunghe cotture infatti la carne diventerà morbida e scioglievole, così come le parti più cartilaginee.

Questo piatto deve il suo nome ai vaccinari, gli addetti alla macellazione negli animali che già nel 1300 erano soliti portare a casa gli scarti della macellazione che non potevano essere venduti ai signori della città. C’è quindi tanta maestria dietro questa ricetta, frutto delle mani delle massaie che riuscivano a trasformare il poco a disposizione in un vero e proprio piatto della festa.

Coda alla vaccinara
Coda alla vaccinara

Come cucinare la coda alla vaccinara con la ricetta originale romana

  1. Sciacquate la coda sotto acqua fredda e tagliatela a pezzi in corrispondenza delle giunture. Otterrete i cosiddetti rocchi.
  2. Soffriggetela in un tegame con l’olio.
  3. Unite poi cipolla, sedano e carota tagliati a tocchetti e cuocete per circa 15 minuti.
  4. Sfumate con il vino bianco e quando non sentirete più odore di alcool sollevarsi dalla padella unite i pelati schiacciati con una forchetta.
  5. Salate e pepate e lasciate cuocere per 5 ore, senza coperchio e mescolando di tanto in tanto. Se necessario potete aggiungere qualche cucchiaio di acqua.

Ora che sapete come cucinare la coda alla vaccinara potrete anche voi sfruttare il sapore di questo quinto quarto. In alternativa, provate anche la trippa alla romana.

Conservazione

La coda alla vaccinara si conserva in frigorifero, ben coperta da pellicola, per 2-3 giorni. Vi consigliamo di scaldarla in padella prima di consumarla.


Redazione

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