Quando il lusso passa anche dal cartone

quando-il-lusso-passa-anche-dal-cartone

È innegabile, da anni ormai moltissime campagne di sensibilizzazione hanno reso consapevoli i consumatori di quanto sia fondamentale aiutare il pianeta con piccoli gesti, tra cui, ad esempio, ridurre l’utilizzo della plastica e di materiali inquinanti.

Alcuni tra i più importanti brand luxury hanno da subito intercettato questa nuova esigenza e l’hanno tradotta in una nuova attenzione al proprio packaging: basti pensare che Gucci da oltre un decennio ha scelto cartone riciclato per le scatole di movimentazione interna, Arval e Collistar, giganti della cosmesi, hanno fatto progettare un flacone in vetro con pompetta airless che, una volta terminato il prodotto, possa essere facilmente svitata per poter separare facilmente le componenti e gestire al meglio la raccolta differenziata; Ferrari e lo champagne Dom Pèrignon hanno scelto astucci in cartone per i propri prodotti, abbandonando ogni genere di plastica e anche l’iconica lampada Tolomeo di Artemide ha scelto di affidare il packaging per il trasporto ad un complesso sistema “ad incastro” di cartone, eliminando anche in questo caso ogni genere di materiale sintetico.

La nuove tendenza è quella di offrire all’acquirente di un prodotto di alta gamma anche una confezione ecosostenibile; questo in un’ottica di comunicazione “green” dei brand ma anche per “cavalcare l’onda” di una nuova tendenza: secondo il Global Sustainable Packaging Report di Research and Markets, gli acquirenti delle nuove generazioni per l’81% hanno dichiarato di essere disposti a modificare i propri consumi orientandosi verso aziende che dichiarino un impegno ambientale.

Tra questi, il 65% sostiene di essere disposto a pagare un prezzo superiore del 10-20% per acquistare un prodotto confezionato con materiali eco-friendly, e quasi la metà di essi pensa che la sostenibilità potrebbe incentivare la loro fedeltà verso un determinato brand.