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Ravioli alla Carbonara di Giovanni Rana: Prova d’assaggio

Non dovrebbe più stupirvi la muscolarità di Giovanni Rana, fuoriclasse nel grande gioco della Grande Distribuzione Organizzata, sezione pasta fresca, attaccante se ne esiste uno, ieri pronto a piazzare su scaffale il ripieno al cioccolato (e prima di allora gli “Sfogliavelo alla Parmigiana di Melanzane), oggi impavido nel proporre Ravioli alla Carbonara, come se noi italiani non la prendessimo sul personale per molto meno.

Nonostante ciò, e anzi è in questo che sta la forza del nonno del marketing gastronomico migliore che l’Italia abbia in seno, non possiamo fare a meno di amarlo. Ed è proprio per questo che, anche questa volta, non ci esoneremo da una delle nostre Prove d’assaggio, solleticati da una simile provocazione.

In caso vi siate persi la notizia, trattasi della pasta ufficiale del Giro d’Italia 2021; per l’occasione il più celebre pastificio italiano ha pensato a una limited edition a tema: quattro le versioni di ravioli ripieni pensati per celebrare la sgambettata in bicicletta più famosa dello Stivale. Quattro diversi ripieni, si intende, per quattro diverse tappe del giro: carbonara, baccalà mantecato, alla norma e risotto e ossobuco.

“Per la tappa del Lazio” – leggo sul sito ufficiale – “abbiamo voluto omaggiare la storia culinaria di questa vivace e passionale regione, il cui piatto più iconico non ha bisogno di presentazioni: la carbonara. Così è nata una ricetta sorprendente: un cuore di carbonara racchiuso all’interno dei nostri ravioli”. E va beh Giovanni, mi inviti a pranzo nel carbonara day insomma.

Il rinnovato sodalizio con il Banco Alimentare

Le quattro versioni in rosa sono parte di un’iniziativa benefica con Banco Alimentare con cui l’azienda veronese coopera da anni (la stessa che ci aveva fatto sgranocchiare più felicemente i ravioli al cioccolato). Per ogni confezione acquistata di ravioli “Rana – Giro d’Italia”, l’azienda donerà un prodotto fresco a Banco Alimentare, che grazie a 2.000 volontari e 8.000 strutture caritative si occupa di distribuire generi alimentari in tutta Italia. Il solito win win, non si può davvero non volerle bene nonno Giovanni.

Certo l’ammirazione incondizionata per questo tipo di iniziative non placherà la mia severità palatale,  anche perché qui ragazzi stiamo toccando il Sacro Graal del bel Paese a tavola.

Ricordate la prima campagna pubblicitaria di Giovanni Rana? Lo sguardo pacione, il sorriso genuino e l’accento veronese del nonno più social dello Stivale li conosciamo tutti. Brandizzare se stesso fu certamente una delle mosse vincenti dell’azienda Lupatotina che negli anni ha saputo sfamare intere generazioni a suon di paste ripiene “alla qualunque”. Prodotti il più delle volte ben concepiti, sintesi di un sodalizio vincente tra R&D e marketing aziendale.

Qui però si gioca in un ambito potenzialmente complicato. Rendere credibili alcuni tra questi ripieni suona come un’impresa titanica. Nonno Giovanni sarà così bravo da titillare il palato degli italiani senza tradire la spesso vituperata “tradizione”?

Carbonara

Ravioli alla Carbonara di Giovanni RanaRavioli alla Carbonara di Giovanni Rana

Uova, guanciale, pecorino e pepe. Sono questi i capisaldi, pochi ingredienti santificati da quintalate di piatti instagrammati  e guru del tuorlo fondente. Una bomba sapida e cremosa. Già, la cremina, quella dell’uovo (solo tuorlo o intero) che addensa ma in cui la proteina non coagula, quella su cui si sono consumate migliaia di diottrie a suon di ricette scientifiche, pastorizzazioni con il roner e compagnia cantante. Il purista della carbonara -o meglio di ciò che noi chiamiamo carbonara oggi- sa che il vero tocco del maestro è legato alla gestione dell’uovo. Troverò un uovo fondente nel ripieno?

Disclaimer: ho seguito scrupolosamente le istruzioni riportate in tetro-etichetta. Insomma, li ho cotti per il tempo indicato (cronometro alla mano) e assaggiati in purezza. Stop.

Che dirvi? La foto è parlante, non c’è traccia di uovo, nel senso che non avverto nemmeno la consistenza (evidentemente solida). La pancetta domina la scena aromatica seguita dalla nota pepata. Non manca la nota sapida, il ricordo è più legato al Parmigiano che al Pecorino. Il ripieno, non così generoso, risulta molto asciutto (meno pane, no?). La pasta tiene perfettamente la cottura ma qui siamo fuori tema. Sto assaggiando un raviolo ripieno con pancetta affumicata, ma ci vuole molta fantasia per parlare di carbonara signor Giovanni.

Ingredienti

Ripieno 58% ricotta (siero di latte, latte, sale), pancetta affumicata 14% (carne di suino, sale, aromi naturali), crema di latte, mascarpone, pecorino romano DOP 8%, Parmigiano Reggiano DOP, pangrattato (farina di grano tenero, acqua, sale, lievito), tuorlo d’uovo in polvere 3%, siero di latte in polvere, aromi naturali, sale, pepe nero 0,2%. Pasta: 42% farina di grano tenero, uovo 30%, semola di grano duro. (263kcal)

Pensavate mi sarei fatta scappare le altre versioni in rosa? Ovviamente no.

Voto: 4 

Alla Norma

Ravioli alla Norma di Giovanni RanaRavioli alla Norma di Giovanni Rana

Il naso a crudo sembra portarti più in Liguria che in Sicilia, il naso è intensamente dominato dal basilico (insomma, sembra ricordare più un pesto alla genovese che una Norma). Aromaticità che resta coerente anche in cottura. Il morso è sapido, in retrolfazione si palesano sentori di pomodoro. Anonima invece la melanzana, che scompare aromaticamente. Il boccone è nel complesso più che godibile.

Ingredienti

Ripieno 55%: melanzane fritte 18% (melanzane, olio di girasole), ricotta (siero di latte, latte, sale), pomodoro in pezzi 11%, concentrato di pomodoro 9%, mascarpone, ricotta salata 7,5% (siero di latte, latte di pecora, sale), mozzarella, pangrattato (farina di grano tenero, acqua, sale, lievito), siero di latte in polvere, olio di girasole, fibre vegetali, Parmigiano Reggiano DOP, basilico 2,5%, aromi naturali (contengono latte, frumento), sale, aglio. Pasta: farina di grano tenero, uovo 30%, semola di grano duro. (258 kcal).

Voto: 6

Ossobuco e Risotto allo Zafferano

Raviolo Ossobuco e Risotto allo Zafferano di Giovanni RanaRaviolo Ossobuco e Risotto allo Zafferano di Giovanni Rana

Confesso, ero parecchio prevenuta rispetto alla tappa meneghina. Riuscire a strizzare in un raviolo un ripieno che possa ricordarci, anche vagamente, il risotto alla milanese è una bella sfida. Il riso scomparirà? Mi ritroverò a masticare una pappetta informe e amidacea? Decisamente no. Azzeccata la scelta di proporre i ravioli in due versioni, una a base di ossobuco, l’altra con un ripieno di riso. Entrambe caratterizzate dall’elemento dominante, nel raviolo con il ripieno al riso si sentono distintamente i chicchi sotto i denti su un tema aromatico dominato dallo zafferano. Tanto basta, non serve altro. O meglio, gremolada assente, peccato.

Ingredienti ripieno a base di ossobuco

Ripieno: 52%: ossobuco 31% (carne di bovino 85%, acqua, sale), ricotta (siero di latte, latte, sale), crema di latte, mozzarella, burro, mascarpone, siero di latte in polvere, olio di girasole, aromi naturali, carote 2,5%, Parmigiano Rreggiano DOP, farina di riso, fibre vegetali, pangrattato (farina di grano tenero, acqua, sale, lievito), concentrato di pomodoro, sale, vino rosso, miele, aglio, cipolla, rosmarino, amido, cipolla tostata, pepe nero, funghi porcini in polvere. Pasta: farina di grano tenero, uovo 30%, semola di grano duro, cacao magro in polvere 0,9%.

Ingredienti ripieno a base di riso allo zafferano

Ripieno 52%. Riso cotto (riso, acqua) 40%, parmigiano Reggiano DOP, mascarpone, crema di latte, mozzarella, olio di girasole, ricotta (siero di latte, latte, sale), panna acida, siero di latte in polvere, burro, amidi, fibre vegetali, sale, aromi naturali, pangrattato (farina di grano tenero, acqua, sale, lievito), pepe nero, zafferano 0,1%. Pasta 48%: farina di grano tenero, uovo 30%, semola di grano duro. (282 kcal).

Voto: 6

Baccalà Mantecato

Ravioli al Baccalà Mantecato di Giocanni RanaRavioli al Baccalà Mantecato di Giocanni Rana

A mio avviso il più identitario e meglio riuscito del quartetto rosa. Un boccone di baccalà (e aglio) con la pasta attorno. Il ripieno risulta un filo asciutto, tema dominante peraltro in questo tipo di prodotti (mi rendo conto la parola “liquidi” sommata a pasta fresca da GDO suoni come una supercazzola, mi perdoni l’R&D aziendale) mi piacerebbe fosse un filo più generoso, ma aromaticità, salinità e consistenza sono proprio quelli. I puristi del cicchetto alla veneta possono dormire sonni tranquilli. La tradizione non è stata deturpata.

Ingredienti

Ripieno 55%: baccalà mantecato 75% [crema di latte 29%, baccalà dissalato 25%, stoccafisso reidratato 12%, olio di girasole 12%, ricotta (siero di latte, latte, sale), patate, sale, aglio], fibre vegetali, mascarpone, pangrattato (farina di grano tenero, acqua, sale, lievito), farina di riso, siero di latte in polvere, Parmigiano Reggiano DOP, amido, aroma naturale. Pasta 455: farina di grano tenero, uova 30%, semola di grano duro. (304 kcal)

Voto: 7

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