Stefano Bressani, il Sarto dell’Arte

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Stefano Bressani, Maestro e Padre fondatore della sua tecnica artistica, ha portato le sue opere in decine di luoghi in tutto il mondo. Dalle collezioni private americane alle installazioni presso il Grand Hotel Excelsior al Lido di Venezia, le Sculture Vestite di Bressani irrompono con raffinata originalità travolgendo l’osservatore in una festa di colori.

Apparentemente pop, le opere di Bressani ci divertono nel fare a gara a riconoscere Marilyn Monroe, Maya con la bambola o la città di Matera. Ma guai a pensare che siano solo semplici riproduzioni! Stefano Bressani va molto oltre la citazione.


Anche le forme apparentemente più semplici come la sfera e il cilindro indossano un’allegria fatta di movimento che si arricchisce di un nuovo significato ogni volta che un osservatore, un collezionista, un amante dell’arte, guarda le sue opere.

Il suo ipnotismo cromatico funziona benissimo anche nelle grandi dimensioni. Dopo diversi studi su sculture da esterno realizzate con tessuti tecnici resistenti agli agenti atmosferici che sfociano nella realizzazione del primo obelisco esposto per un Progetto della Triennale di Milano, Stefano Bressani vince il premio speciale OPEN Arte Laguna 2016, l’Esposizione Internazionale di Scultura ed Installazione a Venezia, evento collaterale al Festival del Cinema. La sua monumentale Skultoflower®, opera di 4 metri che abbina per la prima volta alle stoffe l’acciaio Corten, ora fa parte di una collezione privata di Bel Air, a Los Angeles. La sua gemella è stata inserita nella collezione permanente del Museo del Parco MUPA di Portofino, uno dei più importanti Musei di Scultura all’aperto d’Europa.

La fantasia da lui creata, Maliumbas® – un nome che rievoca il brano Malioumba (Flying Man), tratto dall’album Alegria (1994) del Cirque du Soleil – gli vale anche la collaborazione con il brand calzaturiero internazionale Moreschi per una scarpa da uomo che Bressani firma.


Una delle sue scarpe-scultura della mostra “Walking the Art” viene acquisita nella collezione permanente del Museo della Calzatura di Vigevano.

Lo studio di Stefano Bressani si trova a Pavia, città a Sud di Milano nota per la Certosa, uno straordinario complesso monastico rinascimentale, e per aver visto nascere una delle prime università d’Italia. Mentre scriviamo, Bressani sta lavorando a un’opera importante che verrà donata, in occasione del decennale dell’apertura, alla Galleria Campari, il museo aziendale dedicato al rapporto tra il marchio Campari e la sua comunicazione attraverso l’arte e il design.

“Il progetto Dressing the Red dedicato a Campari arriva dopo anni di maturazione stilistica come Artista e, ancor prima, come uomo. L’idea di diventare, in suo omaggio, uno dei disegni di Fortunato Depero, ha iniziato ad echeggiare nella mia testa qualche anno fa.


Non so dire oggi se per caso o per fortuna, ma la considerazione sul movimento rappresentato, il Futurismo appunto, mi ha spinto ancora una volta, lontano dalle irriverenze artistiche e dalle presunzioni, a dover dire la mia in quanto inventore di una tecnica che, perché unica, può tenere il confronto, nelle giuste proporzioni ovviamente, regalando allo stesso tempo a chi la osserva quel gioco di voler affrontare in prima linea il fatto di non poter essere incastrato in un solo movimento o filone. Un Gioco che scopre l’esigenza di esser vissuto ancor prima con sé stessi per cercare di superare ancora una volta i propri limiti, senza scadere nel banale, forti dei contenuti e delle idee, alla base per me di ogni motivazione e visione artistica.”

La reinterpretazione del disegno di Depero per Campari verrà esposta in anteprima a Lugano presso l’Hotel Splendide Royal durante la serata di presentazione di Excellence Fine Art, insieme allo scatto che Giovanni Gastel realizzerà mentre Bressani indosserà la propria opera.


L’intero backstage della realizzazione della scultura e degli scatti presso lo studio Gastel sarà raccontato in un reportage realizzato da Loredana Celano e esposto presso la galleria Expowall di Milano.

“Dopo essere stato ritratto da più di settanta interpreti della fotografia, e dopo aver conosciuto e lavorato con alcuni dei più grandi Maestri dell’obiettivo, ho posto la mia attenzione su Giovanni Gastel, sia per la grande ammirazione che provo per lui sia per il rispetto di un gentleman d’altri tempi, dai modi garbati e gentili, con visioni che precorrono i tempi, l’unico che secondo me ha la stoffa, passatemi il gioco di parole, per fotografare la mia stoffa.


È nata semplicemente così questa collaborazione, con un messaggio e la foto dell’opera originale di Depero, chiedendo a Gastel: “Se diventasse il mio vestito e se il mio vestito fosse una mia opera ci staresti? E lui rispose ‘conta su di me’”.

Nel 2015, durante una mostra di Picasso in Italia, Bressani è stato invitato a esporre una sua opera selezionata come una delle tre migliori sperimentazioni ispirate a Pablo Picasso.


Bressani decide così di avviare la produzione di Picasso ReLOADED, il grande Omaggio al suo Maestro di riferimento dal quale poi Bressani ha saputo differenziarsi per la sua personale scomposizione.


Spiega il curatore Robert Phillips: “L’esigenza di scomporre l’immagine e di riportarla mutata in forma, struttura e materia, dà vita a un risultato riconosciuto come innovativo, frutto di una maturata ed evidente metodologia di operazioni. Da sempre aperto e disponibile a chiarire e spiegare la propria Arte sul piano teorico, in quanto, come i migliori artigiani, non svelerà mai i trucchi del mestiere, Bressani decide di omaggiare il grande Picasso non solo con l’intento di restituire il frutto dell’influenza di quest’ultimo, ma anche con l’intenzione di permettere al pubblico di comprendere appieno il concetto di scomposizione dell’immagine così caro al Maestro”.

La nuova mostra Picasso ReLOADED conta 27 Sculture Vestite di diverse dimensioni e si completa con l’esposizione foto-biografica di Bressani: settanta suoi ritratti realizzati dai grandi nomi della fotografia tra cui Nino Migliori, Giovanni Gastel, Maurizio Galimberti, Graziano Perotti, Douglas Kirkland.


Causa Covid-19, la mostra in programma al complesso monumentale del Priamàr, la fortezza simbolo di Savona, è stata posticipata al 2021.