La Quiete “Prima” Della Tempesta (Perfetta?)

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Ebbene sì, dicono che ci siamo  lasciati alle spalle uno dei periodi più duri e difficili del dopoguerra. Dicunt!


Un periodo segnato da paure fisiche, mentali ed economiche, alle quali, solo grazie a governi virtuosi, a persone intelligenti, a famiglie solidali e ad aziende responsabili, si è potuto resistere, andare avanti e guardare oramai serenamente al futuro. Dicunt!

Questa ottimistica considerazione sembra il “the end” di una storia drammatica a lieto fine, come quelle che le fiction, il cinema e la televisione, nonché la propaganda manipolatoria della bassa politica, ci propinano quotidianamente.


La realtà dei fatti risulta essere totalmente diversa  e il lieto fine, purtroppo, ben lungi dal poter essere scritto.

La paura: quella è ancora presente e lo dimostrano i continui appelli fatti da più parti, le più avvedute e consapevoli,  per combattere questo demone psicologico che ancora condiziona le nostre vite e che solo l’atteso vaccino, scientificamente testato e verificato,  potrà  contribuire a debellare. Ma anche su questo fronte, la battaglia  non è ancora arrivata alle battute finali,  non è vinta, anzi é diventata preda dello scontro geopolitico, tra USA, Cina e Russia, e business delle grandi lobby farmaceutiche, legate alle diverse potenze in competizione permanente tra loro.

L’economia: è in ginocchio come non mai e gli effetti più devastanti dovranno  ancora manifestarsi, in termini di desertificazione industriale, disoccupazione diffusa e disgregazione sociale. Quando i governi non avranno più risorse disponibili per gli ammortizzatori sociali e per i sostegni alle aziende, si registrerà  a cascata una serie di conseguenze devastanti che coinvolgeranno imprenditori, dipendenti,  famiglie e tessuto sociale, con il conseguente crollo dei consumi e della domanda globale.

Si innesterà così il circolo perverso della recessione economica.

Per uscirne, allora, ci sarà bisogno di ben altri aiuti rispetto a quelli, finora varati, timidi, utili forse a tamponare alcune esigenze immediate, ma del tutto ininfluenti rispetto a quelli, in termini di riforme strutturali e di investimenti, pubblici e privati, assolutamente necessari a risollevare le sorti dell’economia e rimettere in moto la fiducia dei consumatori e degli imprenditori.

La fiducia, parola magica, che condiziona, positivamente o negativamente i cicli economici, é divenuta, oggi più di ieri, la componente strategica per fuoriuscire dal tunnel della depressione, non soltanto economico-produttiva!

Necessitano risorse rilevanti che non tutti gli Stati hanno a disposizione, ma sarebbero reperibili soltanto mediante l’adozione, da parte dei governi, di misure, da economia di ricostruzione post bellica, straordinarie, coraggiose, impopolari e solidali, in grado di incidere sulla ripartizione della ricchezza privata e di attingere alle riserve del risparmio, con criteri che salvaguardassero le fasce più deboli e rispettassero la progressività.

Anche i cosiddetti ricchi e ricchissimi devono capire che se affonda la nave non periranno solo quelli che stanno sopravvivendo a stento nella stiva, ma anche quelli che stanno danzano nei saloni di prima classe. Titanic docet!

La solidarietà tra i diversi ceti sociali potrebbe essere l’unica risposta adeguata a questa immane tragedia.

Il mondo finanziario, infatti, rimasto quest’anno illeso dallo tsunami pandemico, inizierà, a partire dal 2021, a subire pesantemente le sofferenze generate dalla recessione economica. Si paventa addirittura  un collasso generale, come ai tempi della grande depressione del 1929, perché, a lungo termine, tutti i nodi strutturali verranno al pettine e l’incubo delle banche centrali di tutto il mondo potrebbe diventare presto l’amaro calice per tutti gli attori del panorama economico-finanziario internazionale.

Dunque, la quiete apparente di queste settimane agostane, grazie al sole cocente che acceca e stordisce, potrebbe  precedere una tempesta finanziaria (perfetta?),  che seminerebbe altre macerie.

Una domanda retorica!

Si può nutrire la speranza che il potere politico abbia la fermezza, la capacità e Il sangue freddo per fronteggiare un’evenienza di questa portata?